Luglio 28, 2021

I ritrovamenti misteriosi

Qui di seguito 20 ritrovamenti inspiegabili dei quali non si sa molto.

Di alcuni di essi si è intuito l’utilizzo o la possibile funzionalità, altri rimangono un mistero.

Lo scheletro di Ata

Il misterioso scheletro di Ata

Questo bel ragazzone è stato ritrovato nel deserto del Cile nel 2003. Il corpo è estremamente gracile e con un cranio allungato. Si pensa fosse un feto affetto da qualche forma di nanismo, ma le prove genetiche non lo confermano.

La pietra del mistero di Winnipesaukee

La misteriosa pietra di Winnipesaukee

Nonostante fosse stato trovato nel lontano 1872 nei pressi di un lago, nessuno riesce ancora a capire di cosa si tratti.

Sembrerebbe un uovo decorato con strani simboli e presenta piccoli buchi alla base e in cima.

Mistero.

Le sculture Dogu

Le sculture Dogu, tutte diverse

Circa 18mila sculture di questo tipo sono state ritrovate in tutto il Giappone. Esse hanno fra i 2 e i 10mila anni, con leggere differenze d’aspetto le une con le altre.

Nessuno conosce il significato della loro esistenza.

Gli aeroplani di Quimbaya

Gli aeroplani dorati di Quimbaya

Gli artefatti di Quimbaya sono dozzine di piccoli oggetti d’oro, simili ad aeroplani. Molti credono che stiano a simboleggiare il fatto che le tribù del luogo avessero dominato l’arte del volo.

I re ratti

Gli orribili re ratti

Una delle opere realizzate dall’uomo più terrificanti mai viste. 32 ratti legati fra loro tramite la coda.

A dir poco raccapricciante e nessuno sa perché sia stata realizzata.

La spada vichinga di Ulfberht

L’imponente spada vichinga di Ulfberht

La tecnica utilizzata per forgiare questa formidabile spada non sarebbe stata inventata che 800 anni dopo la data di realizzazione effettiva dell’arma, intorno al 9° o 10° secolo.

Le tavolette di Rongorongo

Le enigmatiche tavolette di Rongorongo

Degli esploratori hanno rinvenuto queste misteriose tavolette, ma non sono stati in grado di decifrarle.

Potrebbero essere l’unica traccia rimasta della lingua Rongorongo sul pianeta, ma nessuno può dirlo con certezza.

La testa di terracotta messicana

La peculiare testa di terracotta messicana

La testa di terracotta messicana è stata rinvenuta a Mexico City ma non si pensa venga da tale luogo.

La scultura infatti sembra appartenere molto di più all’antica Roma.

Probabilmente è arrivata in Messico grazie agli scambi commerciali.

Il Codex Gigas

Uno dei libri più grandi di tutti i tempi e si pensa addirittura fosse stato creato dal diavolo in persona. La bibbia del diavolo pesa circa 75 chili ed è spessa sui 23 centimetri.

Gli uomini lucertola di Ubaid

Gli uomini dalle sembianze di lucertola di Ubaid

Gli uomini lucertola di Ubaid raffigurano appunto delle creature dalle sembianze di rettili antropomorfi e avrebbero circa 7mila anni d’età. Sono state ritrovate in Iraq e ognuna di esse ha una posa differente.

Gli storici non hanno idea del loro significato, dato che sembrano quasi creature aliene.

La mappa di Peri Reis

La mappa di Peri Reis

Un gruppo di storici è riuscito a trovare una mappa in buone condizioni di un famoso ammiraglio della marina Turca, Peri Reis, risalente al 1513.

La mappa in questione raffigura il mondo intero, incluso l’Antartide, che non era ancora stato scoperto in quel periodo storico.

Il meccanismo di Antikythera

Il singolare meccanismo di Antikythera

Il meccanismo di Antikythera sembrerebbe essere una sorta di computer meccanico, risalente all’antica Grecia e ritrovato a 45 metri di profondità in acqua.

Il livello di complessità va ben oltre le conoscenze del tempo a cui risale.

Il martello di Londra

Il martello di Londra di cui non si sa nulla

Un uomo di nome Max Hahn e sua moglie Emma trovarono qualcosa di legno spuntare da una roccia. Si è scoperto poi essere il manico di un antico martello, risalente a circa 400 milioni di anni fa.

In base ad osservazioni e studi più recenti, pare che il martello sia di epoca moderna e quindi non risulta essere un oopart.

Fonte: Martello di London – Wikipedia

La lista dei sovrani sumeri

La lista dei sovrani sumeri

Nel 20esimo secolo è stata ritrovata una tavoletta con incisi i nomi di ogni re dell’impero sumero, con tanto di durata del loro regno e dove fossero situate le loro tombe. I nomi di re veramente esistiti sono mescolati a quelli di sovrani immaginari. Perché sono stati inclusi anche quelli “inventati”?

La Sindone di Torino

La misteriosa Sindone

La Sindone di Torino è sicuramente fra gli oggetti misteriosi più celebri della storia dell’umanità. Su di esso è visibile l’immagine di un uomo che reca dei segni dovuti probabilmente a maltrattamenti e torture analoghi a quelli descritti nella passione di Gesù.

L’artiglio di Monte Owen

Lo strano artiglio di Monte Owen

Pare proprio la zampa di un organismo risalente all’epoca in cui i dinosauri ancora camminavano sulla Terra. In particolare, il gigantesco artiglio apparterrebbe a un uccello gigante di nome Moa, risalente a 3mila anni fa.

I dodecaedri romani

I dodecaedri romani visti da vicino

Sono stati trovati dei piccoli dodecaedri romani lungo tutto il continente europeo, fatti di pietra e bronzo. Risalirebbero al periodo compreso fra il 2° e il 3° secolo. Nessuno conosce il modo in cui siano stati utilizzati in passato.

Il manoscritto di Voynich

L’indecifrabile manoscritto di Voynich

Il manoscritto misterioso è stato rinvenuto nel nord dell’Italia nel 1400, ma non sappiamo nulla al riguardo. È stato scritto da sinistra verso destra e molte pagine presentano illustrazioni e diagrammi. Nonostante anni e anni passati a tentare di decifrarlo, è stato tutto vano.

A quanto pare dunque, il nostro pianeta è ancora ricco di misteri di cui non è ancora stata trovata soluzione e, probabilmente, mai ci sarà.

Le stanze e i corridoi all’interno delle piramidi di Giza

I moderni strumenti di ricerca hanno reso possibile uno studio più approfondito del misterioso sito delle piramidi di Giza: sebbene molti quesiti rimangano tutt’oggi senza una risposta, molte altre scoperte e ipotesi sono state avanzate. All’interno della piramide di Cheope sono state rivenute stanze, corridoi e collegamenti di cui ancora si devono conoscere gli scopi. Molti ricercatori però sottolineano la particolarità di questa piramide rispetto a tutte le altre presenti in Egitto: la perfezione dei muri e dei soffitti e le pareti senza alcuna incisione o dipinto, lasciano pensare ad uno scopo diverso di quei cunicoli, di cui però si sa ancora troppo poco.

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11 misteriosi oggetti dell’antichità che sono un vero rompicapo per gli esperti

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L’uomo, da creatura razionale qual è e quale si professa di essere, tende a razionalizzare tutto ciò che lo circonda, con il rischio di perdersi ciò che di magico ha questo mondo: i fatto storici avvenuti nei millenni sono stati studiati, analizzati e disposti su una linea temporale che stabilisce la successione logica degli eventi. Eppure, spesso, la storia sembra non volersi inserire in uno schema così rigido come può essere quello di una linea retta, e costringe l’uomo a ripensare la sua struttura ed il suo operato. Questi fatti che seguono sono dei veri e propri rompicapo per gli esperti e prospettano un passato diverso da come l’uomo lo ha impostato.

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Gioielli dei Quimbaya, IV-VII sec. a.C.

immagine: coolinterestingstuff.com

La civiltà dei Quimbaya ha popolato il Sud America nel periodo che va dal IV al VII secolo a.C.: sono noti soprattutto per l’incredibile capacità di lavorare i metalli, soprattutto l’oro, di cui ancora oggi ne abbiamo testimonianza grazie a numerosi manufatti finemente decorati.

Tra tutti, quelli che più hanno colpito gli esperti hanno una forma che richiama molto i moderni aerei: non è tutto qui, alcune di queste creazioni dalla forma bizzarra, se lanciati correttamente, possono compiere un volo abbastanza rettilineo che lascia pensare che questa caratteristica non sia casuale.

Molti sostengono che i Quimbaya abbiano semplicemente voluto riprodurre uccelli e insetti, ma vedendo le loro fattezze, è facile arrivare a pensare che questa antica civiltà possa aver avuto esperienza con delle macchine volanti.

Disco di scisto, 3100-300 a.C.

immagine: Tropican/Wikimedia

Questo reperto archeologico è stato rinvenuto in un importante sito archeologico egiziano: è fatto di pietra, precisamente di siltite, ed ha una forma davvero particolare, ma non inusuale per gli egiziani. Questa civiltà di frequente realizzava manufatti di questa tipologia per gli scopi più diversi. Per quanto riguarda il disco di scisto, gli esperti hanno avuto un bel da fare per cercare di risalire alla sua utilità: la teoria più accreditata è quella che lo considera una lampada ad olio: nel suo centro è presente un foro, come se dovesse essere sistemato all’estremità di un palo, e gli altri elementi si pensano servissero a tenere uno stoppino immerso nell’olio.

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Colonna di ferro di Delhi, 415 d.C. circa

immagine: en:User:~shuri/Wikimedia

A Delhi, India, si trova questa colonna interamente di ferro alta 7 metri: la particolarità che la caratterizza è il fatto che, nonostante sia rimasta esposta all’aria per 1600 anni, non presenta ruggine, o comunque le aree ossidate sono molto ristrette. Questo lascia pensare ad un’incredibile capacità degli antichi artigiani indiani di estrarre e lavorare il ferro: alcuni studi recenti hanno ipotizzato che la resistenza al processo di ossidazione sia dovuta all’elevata purezza del ferro usato e all’elevata presenza di fosforo, il quale ha contribuito alla formazione di un sottilissimo strato protettivo che protegge il materiale dalla ruggine.

Immagine: Menhakansha/Wikimedia

Il disco di Nebra, 1600 a.C circa

immagine: Anagoria/Wikimedia

Questo disco di oro e bronzo risale all’età del bronzo e raffigura chiaramente elementi astronomici, quali le stelle, la luna crescente ed un sole (o forse una luna piena). È considerato la più antica raffigurazione del cielo e gli studiosi hanno scoperto che le disposizioni descritte nel disco corrispondono esattamente a due giorni in particolare, il 10 marzo ed il 17 ottobre. Il disco si pensa fosse uno strumento per ricordare agli agricoltori i lavori più importanti, la lavorazione del terreno e la raccolta.

Il sismoscopio di Zhang Hang, 132 d.C.

immagine: en:user: Kowloonese/Wikimedia

Questo reperto si sa che è stato creato dall’inventore cinese Zhang Hang per indagare i movimenti del suolo. Gli esperti lo trovano molto interessante in quanto si tratta di un vero e proprio sismografo che ha anticipato quello di Jean de Hautefeuille di ben 1571 anni.

Questo marchingegno segnalava l’inizio di una scossa facendo cadere delle palle di bronzo dalla testa dei draghi (ce ne sono 8) nei corpi dei rospi posizionati a terra. Per aumentare la precisione della rilevazione, i draghi sono stati collegati ad un pendolo interno: ciò permetteva anche di capire la direzione del movimento, in base alle palle cadute.

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Macchina di Anticitera, 150-100 a.C.

immagine: Marsyas/Wikimedia

Questo manufatto è stato recuperato nel 1901 da un relitto affondato al largo dell’isola greca di Antikythera. Per gli studiosi si tratta del primo calcolatore della storia in quanto pare sia in grado di eseguire numerosi calcoli con una precisione quasi impossibile per l’epoca: nello specifico serviva a calcolare fasi lunari, gli equinozi, la durata dei mesi e i movimenti dei cinque pianeti allora conosciuti.

Le stanze e i corridoi all’interno delle piramidi di Giza

immagine: pixabay.com

I moderni strumenti di ricerca hanno reso possibile uno studio più approfondito del misterioso sito delle piramidi di Giza: sebbene molti quesiti rimangano tutt’oggi senza una risposta, molte altre scoperte e ipotesi sono state avanzate. All’interno della piramide di Cheope sono state rivenute stanze, corridoi e collegamenti di cui ancora si devono conoscere gli scopi. Molti ricercatori però sottolineano la particolarità di questa piramide rispetto a tutte le altre presenti in Egitto: la perfezione dei muri e dei soffitti e le pareti senza alcuna incisione o dipinto, lasciano pensare ad uno scopo diverso di quei cunicoli, di cui però si sa ancora troppo poco.

Disco di Festo, 1700 a.C. circa

Questo reperto è stato riportato alla luce nel 1908, nei pressi dell’isola di Creta. La particolarità di questo oggetto è l’incredibile precisione con cui i simboli sono stati impressi sul disco di terracotta, tanto da terminare esattamente nel centro e seguendo un andamento a spirale molto preciso. I simboli rimangono ancora oggi ignoti in quanto non richiamano nessun’altra scrittura precedente o successiva al periodo della sua creazione. Inoltre il numero di simboli (45 simboli per un totale di 241 caratteri) lasciano pensare ad una scrittura sillabica e non alfabetica. Il segreto che custodisce questo disco rimane del tutto ignoto.